Siglato l’accordo sul “Montepulciano” Toscana e Abruzzo trovano un’intesa

Siglato al Mipaaf da Regioni e Consorzi un protocollo d’intesa per la tutela dei vini. Tra Vino Nobile di Montepulciano (Denominazione) e Montepulciano d’Abruzzo (vitigno) dopo oltre un anno di concertazione scatta l’intesa per tutelare sia Toscana che Abruzzo nel mercato internazionale
montepulciano-panorama-300Azioni congiunte per la difesa del nome “Montepulciano”; monitoraggio dei mercati e della comunicazione delle due denominazioni. Saranno solo alcune delle attività congiunte che Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e Consorzio tutela Vvni d’Abruzzo porteranno avanti dal 21 marzo 2012, data nella quale è stato siglato un protocollo d’intesa tra le due parti. Questo documento, siglato dai presidenti – Federico Carletti per il Nobile e Tonino Verna per i vini d’Abruzzo – è stato sottoscritto anche dai due assessori regionali all’agricoltura, Gianni Salvadori (Toscana) e Mauro Febbo (Abruzzo) alla presenza del direttore generale del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giovanni Piero Sanna.

Proprio sui tavoli del Mipaaf da oltre un anno le due realtà vitivinicole si sono confrontate per trovare una strada che portasse al documento finale. «È un momento importante che sicuramente rappresenta un incontro di pensiero tra le due realtà vitivinicole – spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Federico Carletti – e che dovrà essere un punto di inizio per le attività di tutela soprattutto all’estero di questo nome, “Montepulciano”, che per i due vini di qualità assume una valenza totalmente diversa ed è per questo che vogliamo per il consumatore il massimo della chiarezza».

uva-montepulciano300L’iter che ha portato alla stesura del protocollo è partito da un lato in seguito alla preoccupazione del Consorzio del Vino Nobile di veder scomparire la menzione “Vino Nobile di” (apparentemente soppresso dal regolamento CE 607/2009) e che aveva già visto il Consorzio di tutela impegnato di fronte alla Corte di giustizia europea; dall’altro per l’annoso problema della menzione “Montepulciano” che se per l’Abruzzo identifica un vitigno, per il Vino Nobile identifica il territorio stesso. «Il nostro vino porta il nome della nostra città – spiega Franco Rossi, assessore al Sistema Montepulciano – e questo accordo dal punto di vista del settore non può che rafforzare in noi la convinzione che è da una comunicazione integrata che possiamo raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo».

Con il protocollo d’intesa il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e il Consorzio tutela vini d’Abruzzo dichiarano di operare congiuntamente nell’immediato e in futuro per la difesa del nome “Montepulciano” da ogni utilizzo distorto e lesivo dell’immagine di entrambi i vini Dop. Inoltre, grazie al protocollo si stabilisce la costituzione di un comitato paritetico permanente di monitoraggio dei mercati e della comunicazione, cartacea e telematica, al fine di indirizzare al meglio la promozione delle caratteristiche dei singoli vini. Punto fondamentale sarà quello della tutela della denominazione che, sempre stando al documento, d’ora in avanti vedrà momenti di azione comune tra le due parti interessate.

Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha ottenuto il riconoscimento dal Mipaaf quale unico soggetto incaricato dal Ministero stesso a tutelare la denominazione (80 aziende circa in tutto). Unico consorzio in Italia, oltre al Chianti Classico, ad aver ottenuto il riconoscimento nell’anno 2011 con il decreto del 20/12/2011. L’operatività vera sull’intera denominazione (circa 80 imbottigliatori) è iniziata a marzo 2012. Nel 2011 sono state prodotte circa 7,5 milioni di bottiglie di Vino Nobile e circa 2,4 milioni di Rosso di Montepulciano Doc. Per quanto riguarda il mercato del Vino Nobile si conferma la tendenza all’esportazione con il 61% (+2% rispetto al 2011) di prodotto mentre il restante 39% rimane in patria. L’export del Nobile si è rivolto come al solito soprattutto verso mercati storici come la Germania (45%, + 8% rispetto al 2010) e la Svizzera (15%) sullo stesso piano degli Usa (15%). Si sono riconfermati in forte crescita anche i mercati asiatici con il 9% del totale export e quello russo, in grande divenire, che nel 2011 ha assorbito il 3%.

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